venerdì 9 febbraio 2018

La tovaglia d'altare.

Ci avevo pensato da tanto tempo: mi sarebbe piaciuto tanto fare qualcosa che restasse nel tempo da dare alla chiesa della mia parrocchia. Ma non avevo il coraggio di cimentarmi perchè mi sembrava una cosa al di sopra delle mie capacità. Sì, é vero, qualche tempo fa avevo fatto una tovaglia d'altare, ma si trattava di una cosa tutto sommato non troppo impegnativa, destinata ad una piccola chiesa che non si trova nel mio paese.
Ne parlai con la mia sorella minore e lei mi incoraggiò, dichiarandosi disposta a darmi una mano nell'esecuzione. Ci siamo divise l'impegno: metà io e metà lei e, dopo circa due anni, finalmente siamo arrivate a concludere il nostro lavoro. Il giorno di Natale la nostra tovaglia era sull'altare!

 

La tovaglia misura 4 metri per 2, il tessuto è lino 13 fili per cm. Per il ricamo ho usato filo Anchor, ritorto fiorentino 12 colore giallo oro (307), un colore che amo moltissimo. Eccola ripresa più da vicino:


Ho impiegato la tecnica del punto annodato sardo (punt'e nù), liberamente interpretato da me. Il motivo centrale della croce l'ho disegnato io. Eccolo:


Pure disegnati da me sono i motivi all'interno dei rombi che si susseguono lungo tutta la fascia della tovaglia e che mostro qui di seguito:





A separare i rombi ho inserito delle palmette (in sardo: pramasa) contornate da una ghirlanda di crocette (gruxittasa):


Il tutto poi rifinito con una sfilatura abbastanza 'importante' ma tutto sommato semplice da realizzare, come potete vedere qui e qui.


In questa foto si può osservare la realizzazione del motivo d'angolo:


Abbinata alla tovaglia dell'altare è quella dell'altarino del tabernacolo. Date le dimensioni ridotte rispetto alla precedente, anche i motivi che costituiscono la fascia ricamata sono diversi, ridotti ma tutto sommato simili. Eccola:
Anche questa è stata realizzata in stretta collaborazione con mia sorella (50% e 50% 😃) ed ecco i dettagli:

... il motivo a croce centrale...

....ed i due motivi a rombo che si alternano separati anch'essi dalle solite palmette:



... e questo é il motivo d'angolo...


Un grande lavoro, molto impegnativo, che non avrei mai affrontato se mia sorella non mi avesse incoraggiato e soprattutto non avesse collaborato alla realizzazione, ma che è stato ampiamente compensato dalla soddisfazione di vederlo concretizzato ed utilizzato!

martedì 2 gennaio 2018

Con un pezzetto di tessuto...

Dopo tanto tempo riprendo in mano questo mio blog.... non è stato un buon anno per me questo 2017 appena trascorso: spero che il 2018 porti un po' di serenità a me ed a tutte voi, care amiche che avete la pazienza di venire a trovarmi.
Il ricamo è una delle poche cose che mi aiuta e mi fa sentire un po' meglio.
Oggi perciò vi presento due cosine -ine -ine che ho realizzato ultimamente. In accordo con la mia filosofia per cui non si butta niente che possa essere utilizzato, ho realizzato due mini centrini in cui ho voluto sperimentare alcuni punti della tecnica del punto antico. Mi spiego: da un precedente lavoro mi era rimasta una striscia di tessuto ed allora ho pensato: perchè non esercitarmi con il punto antico? Qualche mese fa avevo acquistato uno degli splendidi manuali di Bruna Gubbini e, più lo sfogliavo, più mi tentava. Così ho deciso di provare ad esercitarmi con i vari punti, anche perchè ho un taglio di lino per tovaglia e chissà... magari potrebbe venirne fuori qualcosa!
Il manuale è questo:


L'ho acquistato su Amazon. Costa un po' ma ne vale la pena: ci sono dei lavori stupendi ed è ben spiegato.
Passo ora ai miei lavoretti:


Come si può vedere si tratta di due cosine semplici semplici e si vede abbastanza bene che ho ancora molto da imparare però sono contenta dei risultati conseguiti.
Ecco qui di seguito alcuni dettagli.
I motivi centrali:


Il motivo laterale a punto piatto, e, per il fiore, punto festone e punto vapore:


Le linee che delimitano i lati lunghi a punto quadro, punto piatto e punto vapore oltre al punt'erba ripassato:


Infine l'orlo con un semplice punto a giorno e dei minuscoli picot.
Gradirei che qualche amica esperta mi facesse rilevare gli errori così da consentirmi di migliorare: dove sto io non è facile frequentare dei corsi presso delle maestre qualificate: devo basarmi sui libri e non sempre mi riesce di conseguire i risultati che vorrei. Grazie.

lunedì 10 luglio 2017

Per non perdere il filo....

Dopo più di due anni rieccomi qui a parlare di Elisabetta Holzer e delle sue pubblicazioni. Le amiche appassionate di ricamo sanno bene chi è... dei miei rapporti con lei ho già parlato in questo blog: di come ci siamo conosciute e della nostra amicizia più che altro, come dire? ....internettiana ☺. Adoro i suoi lavori coloratissimi e solari!
Di recente ha pubblicato un nuovo manuale intitolato 'Per non perdere il filo'. 



Ne era stata messa in rete un'anticipazione ed, incuriosita, l'ho subito scaricata, per farmi un'idea del contenuto. Da questo link potete scaricarla anche voi.
L'elenco degli argomenti ha suscitato subito la mia attenzione. 
Prima di tutto una serie di capitoli su attrezzature e materiali: aghi, forbici, filati, tessuti ecc... Cose che possono sembrare scontate, ma che non lo sono poi tanto. 
Tutto ciò che io ho imparato a fare, nel settore del ricamo, l'ho imparato sempre attraverso tentativi a volte riusciti, a volte no. Per esempio mi è capitato talvolta di iniziare un lavoro e di scoprire che il tessuto non era tanto adatto per ciò che intendevo realizzare o per quella particolare tecnica di ricamo che avrei voluto impiegare... 
Alcuni capitoli spiegano come preparare i tessuti e come impostare le misure di ciò che si vuole realizzare.
Ho trovato molto utile ed interessante il capitolo su "orli e pieghe", soprattutto la parte relativa alla realizzazione degli angoli per i quali spesso incontravo grosse difficoltà.
I capitoli successivi si occupano di come realizzare i vari capi d'arredamento di una casa: tovaglie, lenzuola, federe, asciugamani, tende... come realizzare occhielli ed attaccare i bottoni (non quelli metaforici 😆). Per questi ultimi, almeno in parte, so come fare: ho una sorella che faceva la sarta e fin da bambina ho trafficato, volente o nolente, per darle una mano nei periodi in cui era sovraccarica di lavoro.
Infine nell'ultima parte, troviamo tutta una serie di capitoli contenenti dei consigli sulle tecniche di ricamo, su come trasferire i disegni su stoffa e - utilissimo - come fermare i fili nel ricamo, perchè: avete notato? I tutorial vi dicono come realizzare una particolare tecnica ma quasi mai dicono come fermare i fili... Mi viene in mente a questo proposito la mia prof. di Economia Domestica quando frequentavo le scuole medie che ci controllava sempre, prima di tutto, il rovescio del lavoro e, se non era 'pulito' come diceva lei, ci faceva disfare tutto per riiniziare da capo 😂.
Il capitolo finale tratta la manutenzione dei capi ricamati: smacchiatura (pensiamo alle tovaglie!), lavaggio, stiratura. Tutti consigli utilissimi.
Devo dire che sono veramente soddisfatta del mio acquisto. Ho trovato consigli e soluzioni utilissimi. Grazie Elisabetta Holzer!

giovedì 6 luglio 2017

Punto croce!

Oggi voglio mostrarvi un lavoro che realizzai molti anni fa, forse 40 anni o giù di lì...😃
Si tratta di una tovaglia che ricamai per regalarla come dono di nozze a mio fratello ed a mia cognata. A quei tempi avevo appena iniziato a lavorare e non disponevo di grandi risorse economiche ed allora mi venne in mente di regalar loro una tovaglia ricamata. Il motivo lo presi da un Rakam dell'epoca (parlo della prima metà degli anni '70: mia sorella per un compleanno mi aveva regalato l'abbonamento alla rivista 😂) e la realizzai su tela aida con cotone lanato DMC.
Tempo fa mi ritornò in mente quel lavoro pazzesco (che certo oggi non rifarei) e chiesi a mia cognata se me l'avrebbe lasciata fotografare e lei ha subito acconsentito.
Eccola (io non ho un tavolo adatto...):


Qui di seguito presento i dettagli:
... il motivo a ghirlanda centrale:


... e vari dettagli dello stesso:








Questo invece è il motivo d'angolo:


... qui insieme al bordo:


Ed infine un tovagliolo:


Devo dire la verità: dopo questo lavoro non ho più fatto niente a punto croce! Ce n'era abbastanza da farsi venire una crisi di rigetto: oggi certamente non la rifarei anche se tuttavia questa tovaglia continua a piacermi.

sabato 24 giugno 2017

blackwork: che passione!

In questo periodo mi sono dedicata al blacwork che, secondo il mio solito modo di fare, ho interpretato a modo mio... Infatti la caratteristica principale di questa tecnica - come appunto dice anche il suo nome - è quella di utilizzare del filato di colore nero. Qualche volta ho usato il filo nero, ma i colori che piacciono a me sono altri... perciò ho voluto provare a cambiare.
Prima del lavoro che presento oggi, avevo realizzato una corsia da tavolo nei toni del viola intenso e del viola più chiaro. Ne mostro qua un frammento:

 

Il blackwork è una tecnica abbastanza semplice, in rete si trovano numerosi tutorial, ma richiede attenzione perchè si tratta di una tecnica a fili contati per cui, sbagliare anche solo di una trama, costringe a disfare... È perciò utile impiegare dei tessuti a trama regolare: nel mio caso si tratta di tela Aida non troppo grossa.
Una volta terminata la corsia, mi sono ritrovata tra le mani un piccolo avanzo di tessuto ed ho pensato di ricavarne un centrino:


I colori sono l'azzurro intenso ed il celeste (filati ritorto fiorentino 12 di Anchor rispettivamente n° 147 e 153), colori che amo molto. Qui di seguito alcuni dettagli:


 ....il motivo geometrico con i due bordi che lo incorniciano...


ed il motivo di rifinitura che ho 'rubato' al ricamo hardanger.
 
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